Hai dei Bitcoin. Hai degli ETF su Ethereum. Hai un wallet hardware nel cassetto e una cifra in sei zeri su un exchange. Ti sei mai chiesto cosa succede a tutto questo quando non ci sei più? Per anni la risposta giuridica è stata un vuoto. Dal 2024 non è più così: le criptovalute entrano ufficialmente nell'asse ereditario italiano e il fisco le tratta esattamente come un conto corrente.
Il vuoto normativo è finito: cosa cambia con il D.Lgs. 139/2024
Fino a qualche anno fa le criptovalute vivevano in una zona grigia del diritto successorio italiano. Nessuna norma le citava esplicitamente, nessun erede sapeva con certezza se e come dichiararle, e il fisco non aveva strumenti chiari per tassarle.
Il punto di svolta è arrivato su due fronti. A livello europeo, il Regolamento UE 2023/1114 (MiCA) ha riconosciuto i token digitali come beni immateriali con rilevanza economica e suscettibili di valutazione in denaro. A livello nazionale, il D.Lgs. 139/2024 ha riformato il Testo Unico sulle successioni e donazioni, introducendo la totale assimilazione delle cripto-attività ai beni mobili. Da quel momento, un wallet Bitcoin vale giuridicamente quanto un deposito bancario.
Come vengono tassati i Bitcoin in una successione
Le regole sono le stesse che si applicano ai conti correnti e ai titoli finanziari. Il valore delle criptovalute viene calcolato al prezzo di mercato espresso in euro al momento dell'apertura della successione, cioè alla data del decesso. Su quel valore si applica l'imposta di successione con le aliquote e le franchigie ordinarie.
| Erede | Aliquota | Franchigia |
|---|---|---|
| Coniuge o figlio | 4% | 1.000.000 € per erede |
| Fratello / sorella | 6% | 100.000 € per erede |
| Altri parenti fino al 4° grado | 6% | Nessuna |
| Altri soggetti / non parenti | 8% | Nessuna |
Le stesse aliquote e franchigie si applicano a tutti i beni ereditati, non solo alle criptovalute. Per una guida completa leggi: Eredità e tasse: quanto costa davvero ricevere un'eredità in Italia nel 2026.
Il problema pratico: come accedono gli eredi al wallet
Qui sta il vero problema che nessuna norma risolve completamente. Un conto corrente si blocca e si sblocca con un atto notarile. Un wallet Bitcoin senza chiave privata è inaccessibile per sempre, anche per gli eredi legittimi. Se il defunto non ha lasciato istruzioni, le criptovalute restano tecnicamente nell'asse ereditario ma di fatto irrecuperabili.
Le soluzioni più usate nella pratica sono tre:
- Lettera sigillata al notaio con seed phrase o istruzioni di accesso, da aprire solo alla morte. Semplice, ma espone a rischio di perdita o accesso non autorizzato.
- Servizio di custodia presso exchange regolamentato (es. Coinbase, Kraken): alla morte, gli eredi possono richiedere il trasferimento con documentazione successoria. Più accessibile ma dipendente dalla piattaforma.
- Trust digitale: dal 2024 la riforma ha introdotto un regime di neutralità fiscale per l'atto istitutivo del trust, spostando la tassazione al momento dell'effettiva attribuzione ai beneficiari. Permette di programmare il trasferimento nel tempo e segregare il patrimonio digitale dai creditori.
Il caso di Riccardo: 3,2 Bitcoin e un erede che non sapeva nulla
Riccardo Neri, 44 anni, sviluppatore a Roma
Muore improvvisamente. Lascia moglie e un figlio di 19 anni. Nel patrimonio: casa, conto corrente e 3,2 BTC acquistati nel 2019 su un wallet hardware.
La moglie di Riccardo sapeva vagamente che il marito aveva "qualcosa in Bitcoin". Non sapeva quanto, non sapeva dove, e soprattutto non conosceva la seed phrase del wallet. Il dispositivo hardware era in un cassetto dello studio, ma senza le 24 parole di recupero era un pezzo di plastica inutile.
Dopo settimane di ricerche tra i file del computer, trovano un documento di testo cifrato con le istruzioni. Il valore dei 3,2 BTC al momento del decesso, calcolato al prezzo di mercato, è il seguente:
I 262.400 euro di Bitcoin rientrano ampiamente nella franchigia da un milione riservata al coniuge, quindi nessuna imposta di successione. Ma la moglie deve comunque dichiarare le cripto-attività nella dichiarazione di successione, indicando il valore al momento del decesso. Omettere la dichiarazione è un'irregolarità fiscale, indipendentemente dall'imposta dovuta.
Il vero costo della vicenda non è stato fiscale ma operativo: tre settimane di ricerche, un commercialista specializzato in asset digitali, e la fortuna di aver trovato le istruzioni. Se Riccardo avesse depositato la seed phrase presso un notaio o usato un exchange regolamentato, i suoi eredi avrebbero avuto accesso ai fondi in pochi giorni.