Ricevere un'eredità non è mai solo un fatto emotivo. È anche un fatto fiscale. Molti eredi scoprono solo dopo aver accettato che l'attivo si assottiglia tra imposte, dichiarazioni e oneri accessori. Questo articolo spiega come funziona l'imposta di successione in Italia, chi la paga, quanto e su cosa con un esempio concreto.
Chi paga e quanto: aliquote e franchigie
Ma a quanto ammonta l'imposta di successione nel 2026? Le aliquote vigenti sono rimaste invariate dal 2006. Il sistema premia la prossimità familiare: più il legame è stretto, minore è l'aliquota e più alta è la franchigia.
| Erede | Aliquota | Franchigia | Imposta su 500.000 € |
|---|---|---|---|
| Coniuge o figlio | 4% | 1.000.000 € per erede | 0 € (sotto franchigia) |
| Fratello / sorella | 6% | 100.000 € per erede | 24.000 € |
| Altri parenti fino al 4° grado | 6% | Nessuna | 30.000 € |
| Altri soggetti / non parenti | 8% | Nessuna | 40.000 € |
Le imposte accessorie che nessuno calcola
Oltre all'imposta di successione vera e propria, il trasferimento di beni immobili genera due tributi che il legislatore ha tenuto separati e che spesso sorprendono gli eredi:
- Imposta ipotecaria: pari al 2% del valore catastale dell'immobile, dovuta per la trascrizione del trasferimento nei registri immobiliari.
- Imposta catastale: pari all'1% del valore catastale, dovuta per la voltura catastale.
Fanno eccezione gli immobili che l'erede destina ad abitazione principale (prima casa): in quel caso entrambe le imposte si versano in misura fissa di 50 euro ciascuna, con un risparmio che può essere considerevole su immobili di valore elevato.
Cosa entra nell'asse ereditario (e cosa no)
L'imposta si applica all'asse ereditario, cioè al valore netto del patrimonio del defunto al momento dell'apertura della successione: attivo meno passivo (debiti, spese funebri documentate, oneri ipotecari, ecc.).
Alcune categorie di beni sono escluse per legge dall'asse ereditario e non concorrono alla formazione della base imponibile:
- Le polizze vita (il capitale viene pagato direttamente al beneficiario designato).
- I fondi pensione e le rendite maturate in forme di previdenza complementare.
- Il TFR eventualmente non ancora liquidato dal datore di lavoro.
- I titoli di Stato italiani (BOT, BTP e similari) ai sensi dell'art. 12 D.Lgs. 346/1990.
Come funziona la dichiarazione di successione
La dichiarazione di successione deve essere presentata entro 12 mesi dall'apertura della successione (cioè dalla data del decesso) all'Agenzia delle Entrate competente per l'ultimo domicilio fiscale del defunto. Dal 2017 la presentazione è esclusivamente telematica.
L'imposta si paga entro 60 giorni dal ricevimento dell'avviso di liquidazione dell'Agenzia. Per importi superiori a 1.000 euro è ammesso il pagamento rateale (fino a 8 rate trimestrali, con interessi legali).
In caso di ritardo o omissione si applicano sanzioni dal 120% al 240% dell'imposta dovuta, ridotte con il ravvedimento operoso.
Caso concreto: Giulia eredita casa e conto corrente dal padre
Giulia Rossi, 31 anni — erede unica del padre
Figlia diretta · Aliquota: 4% · Franchigia: 1.000.000 €
Il padre di Giulia lascia in eredità un appartamento a Bologna (valore catastale rivalutato: 210.000 €, valore di mercato: 340.000 €) e un conto corrente con giacenza di 87.000 €. Nessun debito intestato al defunto.
L'eredità (297.000 €) è ampiamente sotto la franchigia. Ma il trasferimento dell'immobile genera comunque due voci di costo:
Se Giulia destina l'appartamento a prima casa, le imposte ipotecaria e catastale scendono a 50 € ciascuna. Il risparmio sarebbe di 6.200 €.
Cosa fare prima che sia troppo tardi
Chi vuole ridurre il carico fiscale per i propri eredi ha strumenti concreti: polizze vita (escluse dall'asse ereditario), donazioni in vita (che hanno le stesse franchigie della successione), patti di famiglia per le imprese, e la pianificazione del regime di prima casa per gli immobili residenziali.