Testamento? La maggior parte delle persone non ha un testamento. Non per pigrizia, ma perché pensa che "tanto ci pensano le legge" e che la successione vada da sola. In molti casi è vero. In altri, la legge divide il patrimonio in modo che il diretto interessato non avrebbe mai voluto. La differenza tra lasciare che decida la legge e lasciare che decida tu è spesso una questione di qualche ora dal notaio.
Come funziona la successione legittima
Quando una persona muore senza testamento, si apre la successione legittima. Il patrimonio viene distribuito secondo le quote fisse stabilite dal Codice Civile, in base al grado di parentela. Non conta la vicinanza affettiva, non contano le circostanze personali, non contano i patti informali fatti in vita: conta solo il grado di parentela.
Le quote principali, disciplinate dagli artt. 565 e seguenti del Codice Civile, seguono questa logica:
| Situazione familiare | A chi va il patrimonio | Quote |
|---|---|---|
| Coniuge e un figlio | Coniuge + figlio | 1/2 + 1/2 |
| Coniuge e due figli | Coniuge + figli | 1/3 + 2/3 (divisi) |
| Solo figli (nessun coniuge) | Figli in parti uguali | Diviso per numero figli |
| Nessun figlio, solo coniuge | Coniuge | Tutto al coniuge |
| Nessun figlio, nessun coniuge | Genitori / fratelli | Secondo le norme di legge |
Come funziona la successione testamentaria
Con il testamento, il disponente decide autonomamente come distribuire il proprio patrimonio, nel rispetto di un limite fondamentale: la quota di legittima riservata dalla legge agli eredi necessari (coniuge, figli, e in alcuni casi i genitori). Questa quota non è toccabile nemmeno con il testamento più ben redatto.
Il testamento più usato in Italia è quello olografo: scritto interamente a mano dal testatore, datato e firmato. Non richiede il notaio per la redazione, ma è più vulnerabile a contestazioni. Il testamento pubblico, invece, viene ricevuto dal notaio alla presenza di testimoni: ha forza probatoria maggiore ed è conservato nei registri notarili, quindi non si perde e non si può alterare.
Le situazioni in cui il testamento fa davvero la differenza
- Famiglie allargate: figli di primo e secondo letto, figliastri, partner non sposati. Senza testamento la legge non tiene conto di nessuna di queste relazioni affettive.
- Patrimoni complessi: immobili, quote societarie, investimenti finanziari. Il testamento permette di assegnare beni specifici a persone specifiche, evitando la comunione ereditaria forzata tra eredi che non vanno d'accordo.
- Volontà particolari: lasciare qualcosa a un amico, a un'associazione, a un nipote in misura maggiore rispetto ai fratelli. Tutto questo è possibile solo con un testamento, nei limiti della quota disponibile.
- Figli con esigenze diverse: un figlio imprenditore che ha già ricevuto in vita, un altro che non ha avuto nulla. Il testamento permette di riequilibrare tenendo conto della storia familiare reale.
Il caso di Roberto: senza testamento la casa va alla ex moglie
Roberto Landi, 54 anni, ingegnere a Roma
Separato legalmente (non divorziato) · Convive con Anna da 8 anni · Ha un figlio di 26 anni dal primo matrimonio
Roberto si è separato dalla moglie dieci anni fa ma non ha mai completato l'iter del divorzio. Da otto anni convive con Anna, che considera la sua compagna di vita. Ha un figlio, Luca, dal primo matrimonio. Quando muore improvvisamente per un infarto, non ha lasciato alcun testamento.
Secondo la legge, Roberto era ancora coniugato al momento della morte. La separazione legale non scioglie il matrimonio: lo fa solo il divorzio. Questo significa che la moglie separata mantiene i diritti successori e che Anna, la convivente, non ha diritto a nulla.
Anna non riceve nulla. L'appartamento dove viveva da otto anni va per metà alla moglie di Roberto, che non vedeva da anni. Luca e la moglie separata diventano comproprietari dell'immobile, con tutto quello che ne consegue in termini di gestione e decisioni.
Un testamento redatto da Roberto avrebbe cambiato tutto. Avrebbe potuto lasciare ad Anna la quota disponibile del suo patrimonio (in questo caso il 50%, dato che Luca come figlio unico ha diritto alla metà come legittima e la moglie separata con addebito della separazione perde i diritti successori, ma questo andava accertato caso per caso). Con poche ore dal notaio, Anna avrebbe avuto una tutela concreta.
Stai valutando anche di fare una donazione in vita invece di aspettare la successione? Leggi il nostro approfondimento su quando conviene donare in vita e quando è meglio aspettare.